mercoledì 8 settembre 2010

La luce e la percezione

La struttura del nostro occhio, ci permette di assorbire la luce ed inviarla al sistema nervoso dove gli impulsi si trasformano in stati emozionali , che condizionano l'umore il quale a sua volta influisce su ciò che percepiamo. Di solito siamo attratti da cose nuove e interessanti, meno di quelle che conosciamo e che fanno parte già della nostra "memoria mentale". Anche la luce come gli altri stimoli esterni, contribuisce a creare e modificare questa memoria interna, che è soggettiva e differente per ogni persona.
Ogniuno di noi percepisce in modo diverso, e questo dipende da molteplici fattori: sensibilità, evoluzione personale, aspetti psico-fisici. Di fronte ad una illuminazione, sarebbe importante è avere un esperto che spieghi come si legge e interpreta la luce nel suo linguaggio un esempio può essere quello di una guida competente d'arte, durante la vista ad un museo. La luce naturale, rispetto a quella artificiale consente una visione con determinate caratteristiche, ed aspetti percettivi, legati sopratutto ai contrasti, alle ombre, ed ai colori: quindi una pura immagine reale. La luce artificiale invece, genera gli stati emozionali che possono anche essere di tipo dinamico e cromatico.
Consideriamo ad esempio una architettura: la luce diurna permette di apprezzare: i volumi, le superfici, e le colorazioni. La visione notturna con luce artificiale consente di evidenziare ciò che a noi interessa, e di usare le superfici come schermi di proiezione. Se poi aggiungiamo anche una fonte sonora e variazioni dinamiche, la percezione genera stati emotivi di creatività interiore assai elevati. Da qui l'importanza della figura del progettista illuminotecnico (completamente diversa dall'architetto), il quale ragiona con un linguaggio particolare fatto : di numeri, di luminanze, di limitazioni dell'abbagliamento, e con una idea di proiezione esterno-interno, dove gli spazi ed i volumi appaiono in base alla quantità di luce che li investe. Un mondo nel quale la creatività e la sensibilità occupano un ruolo fondamentale. 

1 commento: